Turismo Attivo
Turismo Attivo vuole rappresentare l’evoluzione del modello Scuola di Sci per adeguarsi alle mutate esigenze del mercato e offrire ai professionisti degli Sport Turistici / Naturalistici facilitazioni analoghe a quelle portate dalle scuole ai maestri di sci dagli anni ’60 ai ’90. Mentre il prodotto scuola di sci risulta ben visibile e fruibile dalla clientela, nei mesi estivi, a parte qualche eccezione sul territorio nazionale, tutte le altre tipologie di offerta sono in generale di difficile reperibilità. I Centri Turismo Attivo devono permettere all’ospite di accedere ad un’escursione, un corso di MTB, ad una lezione di arrampicata con la stessa facilità con cui si accede ad una lezione di sci. Condizione necessaria per un’efficace presenza di questi centri sul territorio – che non necessariamente devono nascere solamente laddove è presente una scuola di sci – è di avere un sufficiente numero di addetti qualificati.
La creazione dei Centri Turismo Attivo presuppone una forte collaborazione tra le professioni turistiche e tra queste e le associazioni di tipo professionale che formano operatori qualificati per l’insegnamento e l’accompagnamento nell’ambito degli Sport Turistici (sport nei quali il numero dei praticanti a fini ricreativi – salutistici supera di gran lunga il numero dei praticanti per agonismo). Attraverso questa collaborazione risulta allora possibile proporre all’ospite prodotti articolati su più tipi di attività e motivi di interesse, per realizzare i quali le diverse figure devono operare in grande armonia e, naturalmente, nel rispetto delle specifiche competenze.
Attraverso la creazione di strutture installate in loco, quali percorsi didattici per MTB, pareti artificiali per arrampicata, tappeti elastici, il Centro Turismo Attivo potrà anche insegnare le basi delle tecniche necessarie per le escursioni più impegnative direttamente nelle vicinanze del luogo di soggiorno, similmente a quanto fanno con successo in montagna le scuole di sci.
Strutture di questo tipo già esistono in Francia, in Austria ed anche in alcune località italiane. Una loro maggiore diffusione dipende solamente dalla lungimiranza e dalla capacità di uscire dai soliti schemi, non solo degli operatori, ma anche delle amministrazioni locali che si devono operare per favorire l’aggregazione piuttosto che la “polverizzazione” dell’offerta turistica sul territorio.












